Secondo un documento del 19 gennaio 2026, molte pensioni di gennaio non hanno ancora “fotografato” tutte le novità della Legge di Bilancio 2026: l’INPS ha applicato in tempo solo gli aumenti ordinari da perequazione, mentre altre misure (taglio IRPEF e incremento al milione) sono arrivate con ritardo e verranno riallineate da febbraio, con pagamento anche degli arretrati di gennaio.
Pensioni 2026: perché a gennaio l’importo può essere “più basso” del previsto
L’INPS ha concluso i calcoli prima dell’approvazione definitiva della manovra, creando uno scostamento tra importi spettanti ed erogati. A gennaio, oltre alla sola perequazione, per molti si sono sommati anche i conguagli fiscali di fine anno, che possono aver ridotto il netto.
📌 La normalizzazione è attesa da lunedì 2 febbraio 2026, con aggiornamento dei sistemi INPS e arretrati di gennaio.
1) Taglio IRPEF: chi può vedere più “netto” (soprattutto redditi medi)
La rimodulazione IRPEF punta a ridurre il carico fiscale sui redditi medio-bassi: il fulcro è la fascia 28.000–50.000 euro annui, dove l’aliquota scende dal 35% al 33%.
Attenzione però:
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il taglio del 2% si applica solo sulla quota di pensione che supera 28.000 euro (a 28.000 “precisi” l’aumento può essere nullo);
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è previsto un meccanismo che, oltre 200.000 euro annui, riduce il vantaggio tramite la diminuzione delle detrazioni.
Esempi pratici (indicativi)
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Pensione 30.000 € annui: risparmio circa 40 € l’anno (poco più di 3 € al mese).
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Pensione 40.000 € annui: risparmio circa 240 € l’anno (18,46 € al mese).
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Pensione 50.000 € annui: risparmio circa 440 € l’anno (33,85 € al mese). A febbraio, con arretrati di gennaio, una tantum stimata circa 67 €.
2) “Aumento al milione”: +20 euro al mese per le pensioni più basse
Tra le novità 2026 spicca l’incremento al milione (maggiorazione sociale) che integra le prestazioni più basse: la maggiorazione aumenta di 20 euro al mese, passando da 135 a 155 euro, con importo massimo delle prestazioni interessate fino a 770 euro mensili.
Chi può beneficiarne
Il documento indica che l’aumento è riservato a:
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titolari di pensione minima;
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beneficiari di Assegno Sociale;
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percettori di invalidità civile totale (100%).
Per i pensionati “ordinari”, l’accesso alla maggiorazione si verifica al compimento dei 70 anni, con possibilità di anticipo fino a 65 anni in base agli anni di contribuzione (un anno di anticipo ogni cinque anni di contributi). Per gli invalidi civili totali, il diritto è riconosciuto dalla maggiore età.
✅ Nota importante: i 20 euro non corrisposti a gennaio verranno recuperati con la pensione di febbraio, senza necessità di domanda.
Cosa fare adesso (Area Patronato)
“Ragazzi, niente panico: guardiamo cosa vi riguarda davvero.” 😄
Ecco la mini-checklist:
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controlla il cedolino di febbraio (netto, eventuali arretrati, voci IRPEF e maggiorazioni);
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se hai una pensione bassa, verifica se rientri tra i beneficiari dell’incremento al milione;
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se l’importo non torna, conviene fare un controllo con chi ti segue, per capire se è un tema di tempistiche o di requisiti.
📲 Se vuoi, ti aiutiamo noi tramite Studio La Francesca in collaborazione con Patronato FENAPI / I.N.A.P.I.: controlliamo insieme cedolino e posizione INPS, così eviti corse e dubbi.
Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511
