È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 286 del 10 dicembre 2025 il Codice degli incentivi (D.Lgs. n. 184/2025), che entra in vigore dal 1° gennaio 2026. L’obiettivo dichiarato è fare ordine in modo “organico” nel sistema delle agevolazioni alle imprese, spesso frammentato e difficile da seguire.
In questo articolo ti spiego cosa significa, in concreto, per chi fa impresa (e un passaggio molto importante sulla polizza catastrofale).
1) Perché nasce il Codice degli incentivi
Il nuovo Codice punta a rendere più chiaro l’accesso agli aiuti pubblici attraverso tre parole chiave: digitalizzazione, semplificazione e trasparenza.
In pratica, in un testo unico vengono disciplinate le principali fasi delle misure di sostegno:
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programmazione e progettazione,
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attuazione e informazione,
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valutazione dei rischi e controlli.
2) Il tema “caldo”: l’obbligo di polizza catastrofale e gli incentivi
Il decreto interviene anche su un punto molto sentito: l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza contro eventi catastrofali, previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1, commi 101–111).
La regola di fondo è questa:
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se un’impresa non è in regola con l’obbligo assicurativo, questo può pesare nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche;
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ogni amministrazione che gestisce incentivi deve dire come considera l’eventuale inadempimento, nei propri bandi/procedure.
Cosa ha chiarito il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy)
Secondo quanto riportato, il MIMIT ha indicato (tramite FAQ) che può escludere dagli incentivi di propria competenza le imprese non in regola con la polizza. Questo orientamento, però, deve essere recepito nelle norme dei singoli incentivi.
E sempre in questa direzione viene citato anche un D.M. 18 giugno 2025, con cui il Ministero avrebbe adeguato la disciplina degli incentivi gestiti, individuando quelli per cui l’obbligo risulta “vincolante”.
3) La precisazione più utile del Codice: quando la mancanza della polizza NON blocca l’incentivo
Qui arriva il passaggio che interessa tantissime imprese.
L’articolo 9 del D.Lgs. 184/2025 chiarisce che, in caso di mancata stipula della polizza catastrofale, l’esclusione non opera per gli incentivi fiscali e per gli incentivi contributivi.
In altre parole:
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la mancanza della polizza può incidere su molte agevolazioni (soprattutto quelle con istruttorie e valutazioni);
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ma non dovrebbe impedire l’accesso alle misure fiscali e contributive “automatizzate” (quelle dove i controlli sono più “meccanici”, ad esempio legati al rispetto di limiti e risorse).
4) Novità anche per i lavoratori autonomi: più parità nei bandi
Un’altra novità importante è il principio di parità di trattamento tra lavoratori autonomi e imprese nell’accesso alle agevolazioni.
L’articolo 10 prevede che, nei bandi in cui è possibile, i lavoratori autonomi possano partecipare alle stesse condizioni delle PMI, eliminando requisiti non pertinenti rispetto alla loro attività. Saranno poi i singoli bandi a stabilire le modalità pratiche.
5) Cosa fare in pratica: mini-checklist per imprese e professionisti
Se la tua azienda (o la tua attività) utilizza incentivi o intende farlo nel 2026:
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Mappa gli incentivi che ti interessano (contributi a fondo perduto, bandi, finanza agevolata, crediti d’imposta, sgravi).
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Se partecipi a bandi o contributi “valutativi”, verifica subito se la polizza catastrofale è richiesta come condizione/criterio.
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Se usi incentivi fiscali o contributivi, la mancata polizza non dovrebbe escluderti automaticamente, ma attenzione: conta sempre la disciplina della singola misura e come l’ente la applica.
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Tieni pronta documentazione e dati in ottica digitalizzazione (il Codice nasce proprio per rendere i processi più tracciabili e standardizzati).
