Iper-ammortamento 2026: quanto risparmi su IRES e quando conviene davvero

Con la Legge di Bilancio 2026 torna l’iper-ammortamento (fino a +180%) per alcuni investimenti “Industria 4.0”. È una misura interessante perché può aumentare il risparmio IRES, ma va capita bene: non dà benefici IRAP, può essere meno “utile subito” se l’impresa è in perdita e non vale per tutti i regimi.

Introduzione

Se hai un’impresa e stai valutando l’acquisto di un macchinario o di un bene strumentale “4.0”, la domanda è semplice: mi conviene davvero? Nel 2026 cambia il modo in cui l’agevolazione si traduce in vantaggio fiscale, e non sempre la scelta più “grande sulla carta” è quella più comoda per la tua azienda. Con Studio La Francesca – D & D Accounting puoi fare una valutazione pratica (numeri alla mano), anche online oltre che in presenza a Pantelleria.


Che cos’è l’iper-ammortamento e a cosa serve

L’iper-ammortamento è una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile di alcuni beni strumentali: in pratica deduci di più nel tempo, e quindi paghi meno IRES (perché il reddito imponibile si riduce).

⚠️ Attenzione: l’iper-ammortamento opera come variazione in diminuzione in dichiarazione e non produce benefici IRAP.


Quali investimenti possono rientrare (e il requisito chiave dell’interconnessione)

L’agevolazione riguarda gli investimenti in beni strumentali indicati negli allegati IV e V, a condizione che i beni siano interconnessi ai sistemi aziendali di produzione o alla rete di fornitura.

In parole semplici, “interconnesso” vuol dire che il bene dialoga con i sistemi aziendali (non è un macchinario “isolato”).


Di quanto aumenta il costo: le percentuali 2026

Per il calcolo, il costo di acquisizione è maggiorato:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro

  • +100% per investimenti oltre 2,5 mln e fino a 10 mln

  • +50% per investimenti oltre 10 mln e fino a 20 mln


Rapporto con il credito d’imposta 4.0 (e il “termine lungo”)

La maggiorazione non si applica agli investimenti che rientrano nel cosiddetto “termine lungo” (ordini/tempi 2025–30/06/2026 con condizioni specifiche): in quel perimetro, il documento richiama il credito d’imposta 4.0.

👉 Morale: prima di “decidere l’agevolazione”, bisogna capire quando stai investendo e in quale regime/periodo rientra il tuo acquisto.


IRES sì, IRAP no: l’impatto fiscale spiegato semplice

  • Risparmio IRES: sì, perché aumenta la deduzione e si abbassa il reddito imponibile.

  • Risparmio IRAP: no, l’iper-ammortamento non genera beneficio IRAP.

Mini esempio (quello del documento)

Nel caso illustrato (impresa soggetto IRES, bene da 100.000€ con maggiorazione al 180%), il documento mostra un risparmio IRES complessivo legato all’iper-ammortamento pari a 43.200€ (considerando che il risparmio IRES è il 24% della variazione in diminuzione).


Iper-ammortamento vs credito 4.0: perché non è sempre una gara “a chi dà di più”

Nel confronto riportato, il credito d’imposta 4.0 (ipotesi 20%) darebbe un vantaggio riepilogato (con anche un effetto IRAP) di 25.580€ nello scenario esemplificato.
Il documento evidenzia però che l’iper-ammortamento, pur diluito nel tempo dell’ammortamento, può portare a un maggior risparmio fiscale complessivo.


Casi particolari: imprese in perdita, forfettari, CPB

Qui bisogna stare molto attenti, perché cambia la “convenienza reale”:

Se l’impresa è in perdita fiscale

L’iper-ammortamento può trasformarsi in una perdita fiscale maggiore riportabile, quindi il vantaggio può essere rimandato a quando la perdita verrà compensata con redditi futuri.
Con un credito d’imposta, invece, la “monetizzazione” potrebbe arrivare prima tramite compensazione (es. con l’IVA).

Regime forfettario

Le imprese in forfettario risultano escluse dall’iper-ammortamento (per il modo particolare di determinare il reddito), mentre prima potevano beneficiare del credito d’imposta.

CPB (Concordato Preventivo Biennale)

Il documento segnala che per chi ha aderito al CPB, l’iper-ammortamento risulta “assorbito” dal reddito concordato (bienni 2024–2025 e 2025–2026).


Documenti da preparare (senza complicarsi la vita)

Per una gestione ordinata (e per poter dimostrare correttamente l’investimento), in genere conviene predisporre:

  • ordine/contratto e fatture di acquisto del bene

  • schede tecniche e documentazione utile a dimostrare che il bene rientra tra quelli agevolabili

  • elementi che provano l’interconnessione ai sistemi aziendali

  • prospetto interno con: costo, data acquisto, data entrata in funzione, piano ammortamento (per stimare l’effetto sul reddito)


Come ti aiuta Studio La Francesca – D & D Accounting

Senza toni “commerciali”: qui serve fare bene i conti e fare bene i passaggi.

  • verifichiamo se il bene potrebbe rientrare tra quelli agevolabili e se l’interconnessione è coerente

  • simuliamo l’impatto su IRES (e il fatto che non c’è effetto IRAP)

  • valutiamo la convenienza se sei in perdita fiscale (vantaggio subito vs vantaggio rimandato)

  • impostiamo la gestione in contabilità e la corretta lettura “fiscale” dell’investimento


Esempio pratico (inventato ma realistico)

Una piccola azienda di produzione investe in un nuovo macchinario connesso ai sistemi aziendali. Sulla carta l’iper-ammortamento sembra “super conveniente”.
Poi però emerge che l’azienda è in perdita per via di forti costi di avvio: il beneficio dell’iper-ammortamento rischia di diventare un vantaggio spostato nel futuro (perché aumenta la perdita riportabile).
In Studio facciamo una simulazione e decidiamo insieme la strategia più prudente, tenendo conto anche dei flussi di cassa e delle imposte attese.


Check-list pratica: cosa fare adesso

  • Verifica se il bene che vuoi acquistare rientra tra quelli degli allegati IV e V.

  • Controlla che il bene sarà davvero interconnesso ai sistemi aziendali.

  • Valuta l’investimento rispetto alle soglie (+180% / +100% / +50%).

  • Se sei in perdita fiscale, considera che il vantaggio potrebbe arrivare più avanti.

  • Se sei in forfettario o hai aderito al CPB, verifica subito l’impatto (potresti non beneficiarne come pensi).

  • Contatta Studio La Francesca – D & D Accounting per una simulazione e un’impostazione corretta in contabilità (Pantelleria o online).

Scrivici per una valutazione personalizzata del tuo investimento 2026, con numeri chiari e passaggi corretti.

Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511

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