Le novità della Manovra e cosa devono sapere imprese e lavoratori
Dal 1° gennaio 2026 cambia il trattamento fiscale dei buoni pasto: la soglia esentasse per i ticket elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno, mentre per i buoni cartacei resta ferma a 4 euro.
La misura, inserita nella Manovra 2026, punta a rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori e a valorizzare il welfare aziendale, in un contesto di inflazione e costi crescenti della pausa pranzo.
Cosa cambia per le imprese
Per le aziende, i buoni pasto concessi entro la soglia di esenzione:
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non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente;
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non sono soggetti a contributi previdenziali;
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restano deducibili come costo di welfare.
L’aumento a 10 euro rende i ticket elettronici ancora più convenienti rispetto a un incremento retributivo equivalente, che sarebbe invece soggetto a imposte e contributi.
👉 Esempio: un’azienda che riconosce buoni elettronici da 10 euro al giorno per 22 giorni al mese può generare fino a 500 euro netti annui in più per ciascun dipendente, a parità di costo aziendale.
I vantaggi per lavoratori e imprese
Per i lavoratori:
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più potere d’acquisto grazie all’aumento della soglia esente;
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possibilità di spendere l’intero importo senza tassazione.
Per le imprese:
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maggiore soddisfazione e fidelizzazione del personale;
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riduzione del carico fiscale complessivo;
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spinta alla digitalizzazione dei processi, grazie alla preferenza per i buoni elettronici.
Attenzione agli aspetti operativi
Per usufruire del nuovo limite di 10 euro, l’erogazione dovrà avvenire esclusivamente in formato elettronico.
Le aziende dovranno quindi:
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aggiornare i regolamenti interni e le convenzioni con i provider;
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verificare la corretta tracciabilità dei buoni e la loro attribuzione ai dipendenti;
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informare il personale sulle nuove regole;
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considerare in bilancio 2026 gli effetti fiscali positivi della nuova soglia.
Le criticità da tenere presenti
Resta una disparità tra buoni cartacei (4 euro) ed elettronici (10 euro), che potrebbe penalizzare chi non ha ancora effettuato la conversione.
Inoltre, anche la soglia aumentata potrebbe risultare ancora bassa in alcune città dove il costo medio di un pasto supera i 10-12 euro.
Infine, ricordiamo che i buoni pasto devono essere concessi alla generalità o a categorie omogenee di lavoratori per mantenere l’esenzione fiscale.
Checklist per le aziende
✅ Verificare la forma dei buoni pasto (cartacei o elettronici).
✅ Aggiornare regolamenti e convenzioni con i provider.
✅ Informare i dipendenti sulle novità dal 2026.
✅ Inserire le nuove soglie nella pianificazione di bilancio.
✅ Monitorare eventuali decreti attuativi o modifiche in fase di approvazione definitiva.
Come può supportarti Studio La Francesca
Lo Studio può assisterti in:
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analisi dei benefit aziendali e dei vantaggi fiscali;
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aggiornamento delle policy interne e delle convenzioni con i provider;
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simulazioni dei risparmi fiscali per impresa e lavoratori;
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monitoraggio normativo sulla Manovra 2026.
Articolo a cura di Studio La Francesca – Consulenza fiscale e Tributaria
