Condono edilizio 2026: cosa c’è davvero in Manovra (ipotesi, limiti, rischi)

In due righe

  • In Manovra sono stati presentati più emendamenti sul tema condono edilizio. L’ipotesi che fa più discutere è la riapertura della sanatoria 2003 per regolarizzare opere eseguite entro il 31 marzo 2003, nei limiti già fissati all’epoca.
  • Circolano anche proposte alternative: sanatoria per lavori ultimati entro il 30 settembre 2025 e una norma che anticipa al 31 marzo 2026 il rilascio dei titoli in sanatoria per le vecchie procedure 1985, 1994 e 2003.

Cosa prevederebbe la riapertura 2003 (se approvata)

  • Ripresa delle pratiche rimaste sospese: pagamento di oblazioni/oneri e rilascio del titolo edilizio.
  • Nessun via libera generale: restano esclusi immobili in aree vincolate, abusi “fuori scala” e chi ha già beneficiato di precedenti condoni.
  • Effetti attesi: sblocco di atti notarili e bancari (vendite, mutui), regolarizzazione ai fini fiscali e catastali.

Le altre ipotesi in Parlamento

  • Sanatoria per interventi chiusi entro il 30/09/2025 (opere minori senza titolo: ristrutturazioni, balconi, tettoie, portici, verande) con limiti e criteri da definire.
  • Rilascio dei titoli abilitativi in sanatoria entro 31/03/2026 per chi ha già pratiche pendenti riferite alle tre vecchie sanatorie (1985, 1994, 2003).

Pro e contro in parole semplici

Pro

  • Chiusura di migliaia di pratiche “congelate” da anni.
  • Più certezza giuridica sugli immobili e possibile emersione fiscale.

Contro

  • Rischio “messaggio sbagliato” verso nuovi abusi.
  • Attuazione a macchia di leopardo tra Regioni e Comuni.

Cosa fare adesso

  1. Non prendere decisioni affrettate: le norme non sono definitive.
  2. Mappa degli abusi: recupera pratiche pendenti, titoli, eventuali domande presentate nel 2003.
  3. Verifica dei vincoli: paesaggistici, idrogeologici, sismici, demaniali.
  4. Prepara i documenti: planimetrie, relazioni tecniche, ricevute di oblazione versate a suo tempo.
  5. Aspetta il testo definitivo prima di pagare o avviare nuove istanze.
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