La Legge di Bilancio 2026 rafforza il sostegno alle imprese del Mezzogiorno introducendo un credito d’imposta aggiuntivo (“extra”) per gli investimenti realizzati nel 2025 nell’ambito della ZES Unica. L’effetto pratico è molto interessante: chi rientra nei requisiti può arrivare a un’agevolazione complessiva fino al 75% delle spese sostenute.
Vediamo con calma chi può beneficiarne, quanto vale e cosa fare (con le scadenze da segnare in agenda).
Di cosa si tratta: un “bonus in più” per chi ha già chiesto il credito ZES 2025
Il credito “extra” è un contributo aggiuntivo sotto forma di credito d’imposta previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 448–452) per gli investimenti 2025 nella ZES Unica (Mezzogiorno).
Attenzione però: non è per tutti indistintamente. Spetta alle imprese che:
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avevano già richiesto il credito ZES Unica “principale” tramite dichiarazione/comunicazione integrativa inviata validamente all’Agenzia delle Entrate dal 18 novembre 2025 al 2 dicembre 2025;
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e non hanno ottenuto il credito Transizione 5.0 per almeno uno degli investimenti indicati nella comunicazione.
Quanto vale il credito extra (con esempio semplice)
Il credito aggiuntivo è pari al 14,6189% dell’ammontare già richiesto con la comunicazione integrativa.
Per capire l’effetto complessivo, ricordiamo che il credito “principale” ZES 2025 è stato riconosciuto nella misura del 60,3811% dell’importo richiesto.
✅ Somma totale: 60,3811% + 14,6189% = 75%
Esempio pratico
Se nella comunicazione integrativa avevi richiesto 100.000 € di credito:
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credito ZES “principale” riconosciuto: 60.381,10 €
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credito “extra” 2026: 14.618,90 €
➡️ totale agevolazione: 75.000,00 € (cioè 75%).
Come ottenerlo: nuova comunicazione all’Agenzia delle Entrate (2026)
Per ricevere il credito extra, è prevista una nuova comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dal 15 aprile al 15 maggio 2026, con cui l’impresa dichiara (in autocertificazione) di non aver ottenuto il contributo Transizione 5.0.
Le istruzioni operative (modalità ed elementi informativi) saranno definite da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate da pubblicare entro il 16 febbraio 2026.
Quando e come si usa il credito extra: solo in F24, in compensazione
Il credito integrativo può essere utilizzato solo nel 2026, esclusivamente in compensazione tramite modello F24:
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dal 26 maggio 2026
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al 31 dicembre 2026.
In più, su questo credito non si applica il limite annuale di 250.000 € previsto per i crediti indicati nel quadro RU (L. 244/2007).
Attenzione: rideterminazioni, decadenza e restituzioni (quando scatta il rischio)
La norma prevede un meccanismo “a specchio”: se il credito principale viene rideterminato, anche il credito extra viene rideterminato in modo proporzionale.
In caso di utilizzo indebito, la parte non spettante va restituita con il versamento a saldo delle imposte sui redditi del periodo d’imposta in cui si verifica la causa che fa scattare la rideterminazione/decadenza.
La decadenza proporzionale si verifica anche se:
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viene accertata l’insussistenza dei requisiti per il credito principale;
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la comunicazione contiene elementi non veritieri o dichiarazioni false.
Mini-checklist dello Studio (per non perdere il bonus)
Se pensi di rientrare nel credito extra, ecco cosa controllare subito:
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Hai inviato la comunicazione integrativa nei termini 18/11/2025 – 02/12/2025?
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Hai la documentazione che prova che gli investimenti sono stati realizzati entro 15/11/2025 (come da comunicazione integrativa)?
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Puoi autocertificare di non aver ottenuto Transizione 5.0 per almeno uno degli investimenti indicati?
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Segna le scadenze 2026: 15/04–15/05 (comunicazione) e poi utilizzo in F24 26/05–31/12.
Se vuoi, possiamo aiutarti a verificare velocemente la tua posizione e a predisporre la pratica in modo ordinato, così da ridurre il rischio di contestazioni.
Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511
