Nuova Sabatini 2026: rifinanziamento importante e nuove opportunità per gli investimenti delle PMI

La Nuova Sabatini è stata riconfermata e rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 468) con nuove risorse dedicate: 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni di euro per il 2027.

È una notizia positiva per tante imprese, perché la misura punta a facilitare gli investimenti in macchinari, impianti, attrezzature, hardware e anche software/tecnologie digitali, tramite un meccanismo semplice: finanziamento (o leasing) + contributo statale che riduce, di fatto, il costo degli interessi.


Cos’è la Nuova Sabatini (in parole semplici)

La Nuova Sabatini (misura “Beni strumentali”) nasce con l’obiettivo di aiutare le PMI ad accedere al credito e investire per crescere e modernizzarsi. La misura è prevista dall’art. 2 del D.L. 69/2013 (poi convertito in legge).

È rivolta a micro, piccole e medie imprese operanti in molti settori, inclusi agricoltura e pesca (come riportato anche dalla prassi informativa sulla misura).


Come funziona: finanziamento/leasing + contributo del MIMIT

L’agevolazione si basa su due “pezzi”:

  1. La banca o l’intermediario finanziario concede un finanziamento (oppure un leasing) per coprire l’investimento.

  2. Il MIMIT riconosce un contributo in conto impianti, calcolato in modo convenzionale sugli interessi di un finanziamento “tipo” di 5 anni e di importo pari all’investimento.

Le principali condizioni del finanziamento (da tenere a mente)

In generale, il finanziamento/leasing deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;

  • di importo tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;

  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

In più, può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia PMI (fino all’80% in base alle regole applicabili).


Quali investimenti sono ammessi

La misura sostiene l’acquisto o l’acquisizione in leasing di:

  • macchinari, impianti e attrezzature;

  • beni strumentali ad uso produttivo e hardware;

  • software e tecnologie digitali.


Quanto vale il contributo: tassi “convenzionali” (ordinario, 4.0, green)

L’importo del contributo dipende dalla tipologia di investimento, perché viene calcolato usando tassi convenzionali diversi:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari;

  • 3,575% per gli investimenti 4.0;

  • 3,575% per gli investimenti green.

👉 Tradotto: se il tuo investimento rientra nel perimetro “4.0” o “green”, il contributo è parametrato a un tasso più alto rispetto all’ordinario, e quindi può risultare più vantaggioso.


Focus: Nuova Sabatini Capitalizzazione (con tassi dedicati)

La Legge di Bilancio 2026 conferma anche la Nuova Sabatini Capitalizzazione: un canale pensato per le PMI costituite in forma societaria che sono impegnate in processi di capitalizzazione e vogliono realizzare investimenti.

In questo caso, il contributo è calcolato (sempre in via convenzionale su 5 anni) con tassi specifici:

  • 5% per micro e piccole imprese;

  • 3,575% per le medie imprese.


Perché il rifinanziamento 2026 è una buona notizia (soprattutto per le PMI)

Chi investe spesso ha due esigenze pratiche:

  • non bloccare liquidità tutta insieme;

  • avere un costo del denaro più sostenibile.

La Nuova Sabatini nasce proprio per questo: supporta l’investimento e alleggerisce il costo finanziario grazie al contributo pubblico.

Con le risorse stanziate per 2026 e 2027, la misura torna ad avere “fiato” per sostenere nuovi progetti.


Consiglio operativo dello Studio (per evitare errori)

Prima di firmare ordini o contratti di leasing, conviene fare una verifica rapida su:

  • ammissibilità del bene (ordinario / 4.0 / green);

  • tempi di consegna e messa in funzione;

  • corretta impostazione documentale (fatture, diciture, tracciabilità, ecc.), perché la fase “carta e procedure” è quella che spesso crea intoppi.

Se vuoi, in Studio La Francesca possiamo aiutarti a capire se l’investimento rientra, quale canale conviene di più (ordinario/4.0/green/capitalizzazione) e come impostare la pratica in modo ordinato.

Francesco Paolo La Francesca – Consulente Tributario Qualificato ATI e Certificato UNI 11511

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