Nel 2025 entrerà in funzione un nuovo sistema per individuare chi cerca di evitare di pagare le tasse. È come un “termometro” che misura il livello di rischio fiscale di una persona o di un’azienda, in base a vari indizi, come i debiti verso il Fisco o la presenza di soldi e beni nascosti all’estero.
Come funzionerà?
L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza useranno un sistema di analisi che incrocia tanti dati:
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Se un contribuente ha alti debiti fiscali;
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Se ha molti soldi all’estero;
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Se fa operazioni sospette, come vendite simulate o passaggi di proprietà finti.
A questi soggetti verrà assegnato un “indice di rischio fiscale”. Chi risulterà a rischio alto finirà sotto controllo della Guardia di Finanza, che potrà fare accertamenti più approfonditi.
Qual è l’obiettivo?
Il vero scopo è fermare chi finge di non avere nulla per non pagare le tasse, ma in realtà ha soldi o beni nascosti. E, allo stesso tempo, evitare di perdere tempo con chi è veramente in difficoltà economica o con aziende ormai chiuse.
Cosa succede con le partite IVA “fantasma”?
Nel mirino ci sono anche le cosiddette partite IVA “usa e getta”, cioè quelle aperte solo per fare operazioni fittizie, emettere false fatture e poi chiuse subito dopo. Solo nel 2024, la Guardia di Finanza ne ha chiuse oltre 3.800 per gravi irregolarità.
Controlli anche sui crediti d’imposta
Un altro fronte caldo riguarda i crediti d’imposta falsi, cioè i rimborsi fiscali richiesti indebitamente. Qui le verifiche saranno doppie: sia come indagine penale, sia con controlli fiscali classici.
Aiuto dalla tecnologia internazionale
Dal 1° gennaio 2025, l’Italia potrà accedere a un sistema chiamato “Silver Notice”, che consente di controllare patrimoni e beni in oltre 50 Paesi. Questo strumento sarà utile per rintracciare soldi e proprietà anche all’estero.
Francesco La Francesca
